Con i B andrà tutto bene

08.04.2020

Mi ero ripromessa che Bentornati B sarebbe stato l'ultimo mio libro dedicato alla famiglia che ormai voi conoscete bene. Poi la mia editrice ha proposto a noi suoi autori di scrivere per far sentire, in un momento così delicato per tutti, la presenza di chi ama la scrittura e la lettura. Così ho cambiato idea e ho deciso di scrivere un ultimo (?) racconto per essere vicina ai miei piccoli lettori: "Con i B tutto andrà bene". Per questa nuova storia devo ringraziare la mia cara amica Eugenia Rago che, a soli 12 anni, è riuscita a rappresentare benissimo l'essenza e lo spirito dei B. Allora dove eravamo rimasti? Ah sì!

Con i B tutto andrà bene

Cari miei trentotto piccoli lettori, c'era una volta (perché tutte le fiavole che si rispettino iniziano così e forse anche la vita) la famiglia B. È opportuno un ripassino: la famiglia B è composta dalla mamma Bababa, dal papà Bobobo, dai figli Bibibi di otto anni, Bebebe di cinque, e dal piccolo Bububu di due. Dal cane C e dalla gatta G.

Era già da diversi giorni che al telegiornale ne parlavano, ma Bibibi e Bebebe non avevano prestato troppa attenzione, sapevano bene però che dovevano lavare spesso le mani, starnutire nella piega del braccio, portare a scuola l'amuchina e non toccarsi occhi, naso e bocca. Mamma, papà e anche la maestra lo raccomandavano in continuazione.

Vi starete chiedendo di che notizia si trattasse. Ve lo dico io: era arrivato il Coronavirus e ogni giorno aumentava il numero dei contagi. Questo virus fitusone ha come nome scientifico Covid-19, è arrivato dalla Cina nel nostro Paese. All'inizio forse il problema è stato sottovalutato, poi però ogni giorno i casi di contagio sono aumentati, così come le persone ammalate e, ahimè, qualcuno non ce l'ha fatta.

Una sera la famiglia B era davanti alla TV nell'attesa che iniziasse il programma che avevano scelto di seguire, quando le trasmissioni furono interrotte per un collegamento con il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica, Cucucu.

Cucucu doveva parlare a tutti i cittadini per dare loro un'importante notizia: a causa del Covid-19 invitava tutti ad uscire meno possibile, se non per fare qualcosa di indispensabile (come la spesa, andare in farmacia o dal dottore) e le scuole sarebbero rimaste chiuse per un bel po'!

«Hip hip, urrà!», gridò Bibibi.

«Che vuol dire mamma?», chiese preoccupata Bebebe.

«Vuol dire che il virus si sta diffondendo molto velocemente e che per fermarlo dobbiamo evitare nuovi contagi e per questo dobbiamo uscire solo in casi di estrema necessità», disse mamma Bababa, guardando male Bibibi che sorrideva monello. Anche il piccolo Bububu si sentì in dovere di guardare storto il fratello e aggiunse: «Bibibi monello, mo-ne-llo!». Bibibi abbassò lo sguardo.

«E che vuol dire? Ma soprattutto esattamente che cos'è un virus?» chiese non ancora soddisfatta Bebebe.

«Un visus?» insistette Bububu.

Intervenne papà Bobobo: «ViRus, si dice Virus. È un organismo piccolo, ma così piccolo che solo gli scienziati possono vederlo con i loro microscopi. Porta quella che sembrerebbe una normale influenza, infatti ti vengono la tosse e la febbre, ma è molto più pericoloso perché attacca i polmoni e non ti fa respirare bene. Per questo le persone con un sistema immunitario debole o gli anziani rischiano molto».

«Cos'è un sistema immunitario?», domandò Bibibi

«Sono i nostri supereroi: i globuli bianchi che ci difendono da virus e batteri».

«Come Spideman? Spideman uguale sistema munitaio?», chiese Bububu.

«Esatto, ma si dice SpideRman e sistema i-mmu-ni-ta-rio. Loro, quando arrivano questi cattivoni che portano malattie, si organizzano e in poco tempo trovano il modo per sconfiggere il nemico. Ma a volte alcune persone, come gli anziani, hanno un sistema immunitario debole e quindi per loro è molto difficile sconfiggere i nemici. Inoltre la malattia non si manifesta in tutti, alcuni sono positivi al virus, ma non sono malati e per questo possono contagiare senza saperlo».

«Ho capito! Quindi andando a scuola potrei con uno starnuto contagiare gli altri», concluse Bebebe.

«Anche semplicemente con le mani sporche di saliva oppure parlando, perché le goccioline di saliva possono uscire e questo virus è molto contagioso, come il più duro dei nemici di Spiderman».

«Quindi domani possiamo andare al parco? O a trovare Cicici?», chiese Bibibi

«Forse non ci siamo capiti. Assolutamente no. Sarebbe un gesto di incoscienza nei confronti degli altri. Potremmo avere o prendere il virus e contagiare altra gente o le persone che vogliamo bene», affermò mamma Bababa.

«Uffa! Allora mi sa che mi manca già la scuola!», disse triste Bibibi.

«Eh sì, perché qualche giorno di vacanza va bene, ma tutti questi che facciamo?» chiese Bebebe.

«Oh ma possiamo fare un mare di cose, anzi possiamo approfittare di quel tempo che spesso desidereremmo avere per noi, ma non abbiamo - propose mamma Bababa, poi continuò - sicuramente avrete da fare i compiti, perché gli insegnanti si organizzeranno per non farvi restare indietro e poi possiamo cucinare tante ricette, anche elaborate e che richiedono tempo»,

«Possiamo giocare tutti a nascoino?», propose Bububu.

«Possiamo vedere film, cartoni e giocare con i videogiochi. Sìììììììììììì!», gridò entusiasta Bibibi.

«Assolutamente no. O meglio sì, ma con i tempi giusti», intervenne deciso papà Bobobo.

«Possiamo rispolverare i vecchi giochi di società e giocare fuori in giardino», disse allora Bibibi.

«Disegnare, colorare, inventare storie. Giocare ai mimi. Ancora fare cose creative... vorrei tanto realizzare una cornice e un portapenne per la mia stanza e già che ci sono ne faccio uno anche per Veveve. Glielo regalerò appena potrò rivederla», disse Bebebe.

«Ma, soprattutto, possiamo goderci il tempo di stare insieme, senza la solita routine. Riflettete, quando ci ricapita? Assaporare il tempo di stare in famiglia. Oh, è arrivato un messaggio dalla maestra di Bibibi - disse mamma Bababa, guardando il cellulare - lo leggo:

Lettera ai miei piccoli alunni

Carissimi bimbi,

già mi mancate e mi manca la scuola che tanto amo. Voglio raccomandarvi di seguire le disposizioni: lavate le mani spesso, non toccatevi bocca, naso e occhi, e starnutite all'interno della piega del gomito, se non avete fazzoletti usa e getta. Vi ricordate il primo giorno di scuola? Vi ho detto di non studiare per i voti o per essere promossi, ma per voi e la vostra vita. Vi ho anche detto che gli anni passano in fretta e ci si ritrova subito grandi e allora è bello vivere e assaporare ogni giorno, ogni anno scolastico con le maestre e i compagni perché prima o poi ci lasceremo.

Da oggi è cambiato tutto. Incredibile come in un attimo per un virus invisibile che doveva essere più o meno come l'influenza la nostra vita sia stata cambiata. Non possiamo andare al cinema, in palestra, a calcetto, a basket. Non possiamo uscire perché questo è l'unico modo che abbiamo per tornare alla nostra vita prima possibile.

Ma possiamo assaporare l'importanza e la bellezza delle piccole grandi cose e a meravigliarci, ancora una volta, del miracolo della vita. Possiamo dimostrare di credere nel valore dei piccoli gesti, del sacrificio, dell'ascolto degli altri, dell'importanza di esprimere le proprie emozioni. Leggete un libro: vivrete mille vite, mille avventure, conoscerete e incontrerete persone nuove.

Siate bravi cittadini!

Io, anche se lontana, sarò con voi tutti i giorni e ogni giorno vi manderò un pensiero di una persona importante su cui riflettere. Ecco quella di oggi: "Un uomo che osa sprecare anche solo un'ora del suo tempo non ha scoperto il valore della vita".

Charles Darwin

VVB

La maestra

"Ma andrà tutto bene?", chiese Bebebe.

"Certo, se rispettiamo le regole andrà tutto bene", le rispose la mamma accarezzandola.

"Bene andà", confermò il piccolo Bububu.


Disegno di Eugenia Rago (12 anni)
Disegno di Eugenia Rago (12 anni)